Sospettati di essere due Br. Erano De Niro e Keith Carradine

Quelli del 1981 sono giorni di paura e violenza con le organizzazioni armate ancora attive in tutto il Paese

In Italia il clima di tensione degli anni di piombo non fa sconti a nessuno, neppure agli attori hollywoodiani. Ne sanno qualcosa Robert De Niro e Keith Carradine, trattenuti in una caserma dei Carabinieri per circa un’ora poiché sospettati di appartenere alle Brigate rosse. Accade a Roma, nella prima settimana di febbraio del 1981. Sono giorni di paura e violenza, in tutto il Paese. Le organizzazioni armate di estrema destra e di estrema sinistra sono ancora attive. A Torino una rapina in una gioielleria ha portato all’arresto di Maurice Bignami, di Prima linea. A Padova sta per avere luogo un drammatico conflitto a fuoco che si concluderà con l’omicidio di due carabinieri e l’arresto di Valerio Fioravanti, leader dei NAR, mentre a Roma e Milano continuano le intimidazioni ad opera delle Brigate Rosse e il super-latitante Mario Moretti risulta ancora in libertà.

È in questa angosciosa atmosfera che il protagonista di Toro scatenato atterra in Italia per presentare il suo nuovo film. Assieme a lui nella capitale c’è anche il collega e amico Keith Carradine.

Ospiti in un albergo di Trinità dei Monti, gli attori americani non vogliono rinunciare ad un po’ di svago nella «Roma by night», ignari degli insoliti risvolti che riserverà loro la serata.

«IN QUEL TAXI CI SONO DUE TERRORISTI, VOLEVAMO FOTOGRAFARLI!»

Robert De Niro durante la perquisizione

A bordo di un’Alfetta due «paparazzi» attendono i divi all’uscita dell’hotel, pronti a pedinarli. È proprio quel veicolo a insospettire l’autista del taxi che porta De Niro e Carradine in giro per la città. «C’è un’Alfetta che mi segue, mi sembra sospetta», comunica il tassista a una pattuglia di carabinieri in Piazza del Popolo. Quando il taxi riparte, l’auto dei fotografi viene immediatamente bloccata dai militari. «In quel taxi ci sono due terroristi, volevamo fotografarli!» afferma uno dei reporter. A quel punto i carabinieri ripartono a sirene spiegate verso il tassì.

Una volta raggiunto il veicolo, De Niro e Carradine vengono prelevati con la forza e perquisiti contro un muro. Nel frattempo sono giunti di corsa anche i fotografi per poter immortalare quella ghiotta situazione. I militari hanno intenzione di chiarire ogni dettaglio e conducono presso la caserma di via In Selci sia gli attori che i paparazzi.

Il bizzarro equivoco avrà fine soltanto dopo un’ora di accertamenti.

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