Quando la sigla «NAR» apparteneva a un gruppo di estrema sinistra

Nucleo Armata Rossa. Sono loro i primi «NAR» degli anni di piombo

Non siamo a Roma, ma a Milano. Non è il 1977 ma il 1972. Valerio Fioravanti ha appena quattordici anni e nonostante l’indubbia precocità del ragazzo, in questo caso sarebbe davvero troppo presto anche per lui. Lo «spontaneismo armato» della destra romana non c’entra nulla. Quell’acronimo a tre lettere si presenta esplicitamente come un’organizzazione di estrema sinistra. Nucleo Armata Rossa. Sono loro i primi «NAR» degli anni di piombo. Una sigla rapidamente dimenticata, una meteora oscura e sfuggente tra le centinaia di firme che costellano il controverso panorama eversivo degli anni Settanta. 

È l’estate del 1972 e Milano è segnata dal conflitto tra i giovani di estrema sinistra e di estrema destra. Sono gli anni dei Katanga e dei Sanbabilini ed è il periodo in cui esplodono le bombe delle SAM (Squadre d’Azione Mussolini). Nella notte del 12 luglio, un ordigno di media potenza esplode all’ingresso del Cotonificio Olcese Veneziano, appartenente alla «Snia Viscosa». Si verificano alcuni danni alle suppellettili e agli infissi. Nessun ferito, una vetrina distrutta e una saracinesca divelta. Alcune ore dopo, un comunicato battuto a macchina viene recapitato ad alcuni quotidiani della città. Nel volantino si inneggia alla rivoluzione comunista «contro lo Stato dei padroni, contro gli opportunisti e contro i fascisti».

Nei giorni seguenti il NAR colpirà con la stessa modalità anche altri obiettivi: il carcere di San Vittore, lo stabilimento chimico Recordati e un Circolo Lavoratori e Studenti vicino al MSI nella zona di Limbiate.

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