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«Nelle carceri ho fatto 67 omicidi». Pasquale Barra depone al processo per la strage di Brescia

Redazione Spazio70

«Se ho detto così vuol dire che è vero perché io sono una persona che non mente, signor giudice»

Brescia, 29 settembre 2009. Processo per la strage di Piazza della Loggia (28 maggio 1974). Il Pubblico Ministero Roberto Di Martino interroga il teste Pasquale Barra, ex killer della Nuova Camorra Organizzata.

«HO CONOSCIUTO CONCUTELLI, TUTI E BUZZI»

— Barra, lei per che cosa è detenuto?

«Omicidio.»

— Da quanto tempo è detenuto?

«Dal 1970.»

— Continuativamente? Cioè è sempre rimasto in carcere in questi anni?

«Sì, sì.»

— Senta, lei ha conosciuto Pierluigi Concutelli?

«Sì.»

— È stato detenuto con lui?

«Sì.»

— Si ricorda dove?

«Io sono stato a Nuoro e Novara.»

— Ha conosciuto Mario Tuti?

«Sì.»

— Dove lo ha conosciuto? è stato detenuto con lui?

«Mi sembra a Porto Azzurro. Non so con esattezza.»

— Non ricorda di essere stato detenuto a Novara anche con Tuti?

«Credo di sì, sono passati tanti anni. Lei sta parlando…»

— Lo so, lo so, sto parlando di tanti anni fa.

«Eh… so’ passati trent’anni.»

— Senta, non so se lo ricorda, lei è già stato sentito su questo, qui abbiamo tanti verbali, la maggior parte non ha a che fare con la nostra vicenda. Comunque c’è un unico punto che vorrei sottoporre alla sua attenzione. Lei ricorda l’omicidio di Ermanno Buzzi avvenuto nel carcere di Novara?

«Sì.»

— Lei era detenuto quando avvenne?

«Eh… sono detenuto dal ’70.»

— Sì, sì ma le chiedo se in quel momento era a Novara.

«Sì, sì.»

— Lei ricorda di aver ricevuto delle indicazioni, delle confidenze, da parte degli autori dell’omicidio, circa le finalità dell’omicidio?

«No, no, no.»


Pasquale Barra, detto «animale» (1942 – 2015) è stato uno dei killer più feroci e spietati della storia criminale del nostro Paese. Affiliato alla N.C.O. (Nuova Camorra Organizzata) di Raffaele Cutolo, a partire dagli anni ’70 si è reso responsabile di almeno 67 omicidi, molti dei quali avvenuti in carcere con modalità estremamente brutali, come quello di Francis Turatello nel quale fu coinvolto assieme ad altri ergastolani. Dissociatosi da Cutolo nel 1983, fu uno degli accusatori di Enzo Tortora. A Pasquale Barra è ispirato il personaggio di “Gaetano Zarra”, il boia delle carceri interpretato da Elio Polimeno nel film «Il camorrista» di Giuseppe Tornatore.

«A ME DISPIACE MOLTO DI NON RICORDARE…»

— Non se lo ricorda più?

«No, è che a me non è stata fatta nessuna confidenza.»

— Allora io adesso le leggo un verbale, un suo verbale di tanti anni fa, precisamente del 17 novembre 1982, quindi 27 anni fa presso il carcere di Trani, davanti al sostituto procuratore…

«Alberti!»

Alberti, esattamente, e lei disse questo: “Conosco Concutelli da molti anni, da ultimo sono stato con lui a Nuoro, poi a Novara in sezioni all’isolamento, quindi a Foggia nella sezione di massima sicurezza. Per quanto riguarda gli omicidi da lui commessi a Novara posso dire che il Buzzi Ermanno fu da lui ucciso assieme a Mario Tuti, che anche conosco, a quanto entrambi mi dissero…” ecco, è questo il punto che interessa. Si ricorda?

«Eh, sto ascoltando, signor giudice.»

— Sì, lei sta ascoltando, però ha dichiarato…

«Signor giudice, durante la mia collaborazione, siccome io per le carceri ho fatto 67 omicidi, io personalmente per le galere, quando ero un camorrista, oltre alla mia collaborazione ho dovuto parlare anche di altri 800, 900 omicidi. Facile che può sfuggire qualche cosa, qualche dichiarazione…»

— Sì. Quindi lei adesso non si ricorda delle confidenze che riguardano Buzzi?

«No, signor giudice, no. A me dispiace molto di non ricordare.»

— Adesso le rileggo la frase, poi se si ricorda, bene. Se non si ricorda, pazienza. Dunque: “A quanto entrambi mi dissero avevano ucciso il Buzzi perché si voleva secondo loro dissociare ed assumere la posizione di pentito. Per cui avevano voluto in tal modo precludergli la possibilità di pericolose dichiarazioni.” Si ricorda?

«Se ho detto così vuol dire che è così signor giudice.»

— Ecco, lei non ricorda più niente di questo?

«No. Io ricordo solo che dovetti ammazzare a Turatello perché Turatello…»

— Sì ma non stiamo parlando dell’omicidio di Turatello, quello è un altro capitolo che qui non ci interessa. Lei non se lo ricorda dunque ritiene che se ha detto così…

«Se ho detto così vuol dire che è vero perché io sono una persona che non mente, signor giudice.»

— Senta, prima di congedarla le chiedo un’altra cosa. Dunque, io ho visto dai verbali che lei ha avuto qualcosa a che fare con il caso del sequestro Cirillo, se lo ricorda?

«Sì.»

— Senza entrare nei particolari le chiedo soltanto: lei ha mai sentito nominare all’epoca tale Adalberto Titta?

«Titti?»

— Adalberto Titta. Non l’ha mai sentito nominare, io dico in riferimento a quella vicenda lì?

«No.»

— Basta, ho finito.

[Il Presidente della Corte chiede alla difesa se ci sono domande]

— Buongiorno, avvocato De Biasi [difesa Zorzi]. Senta, ma lei Ermanno Buzzi lo ha conosciuto?

«Sì, sì.»

— Ecco. Con riferimento a Ermanno Buzzi, lei ebbe mai a ricevere confidenze da costui?

«No, no.»

— Non ho altre domande.