Nonostante l’impegno del partito di Pannella, la controversa legge sull’ordine pubblico verrà scardinata soltanto alla fine degli anni Ottanta, ben oltre la fine dei cosiddetti «anni di piombo»

Legge Reale. Il divieto di affissione del manifesto radicale per il referendum abrogativo del 1977
Il manifesto di Piergiorgio Maoloni che vedete a destra è stato realizzato in occasione della campagna di raccolta firme del Partito Radicale per l’abrogazione della Legge Reale. Nel maggio del 1976, poco dopo le prime affissioni, il sostituto procuratore della Repubblica Luigi De Liguori dispone il sequestro delle stampe. Il giorno seguente i radicali sfilano a Milano in un corteo di protesta, indossando «a sandwich» grosse copie dei manifesti e scandendo slogan contro la legge. In piazza Duomo, nel corso della manifestazione, un militante si rivolge così ai giornalisti: «Da quindici anni gridiamo nelle piazze, sui marciapiedi, che i lavoratori in divisa sono compagni sfruttati peggio di noi. La Legge Reale ha cercato di trasformare questi cittadini in divisa in assassini contro i contadini, contro gli operai, contro i braccianti che lottano per l’affermazione dei loro diritti».
LA VITTORIA DEI «NO» AL REFERENDUM PER L’ABROGAZIONE DELLA LEGGE REALE
Quando il corteo giunge dinnanzi alla questura, i manifesti vengono nuovamente sequestrati dal dirigente dell’ufficio politico, il dottor Meterangelis. Come risposta, i radicali offrono delle rose al funzionario di polizia, mentre il segretario regionale del partito, Guido Aghina, rilascia alla stampa la seguente dichiarazione: «Invitiamo il sostituto procuratore De Liguori a cercare gli assassini del consigliere missino invece di perdere tempo a ordinare il sequestro dei manifesti». Aghina fa riferimento all’omicidio di Enrico Pedenovi, avvenuto a Milano in data 29 aprile ad opera di un commando di terroristi di «Prima Linea».
La legge 22 maggio 1975 n° 152, disposizioni a tutela dell’ordine pubblico, nota come Legge Reale, (dal nome del Ministro di Grazia e Giustizia del PRI Oronzo Reale) amplia di fatto i casi di legittimità nell’impiego di armi da fuoco da parte delle forze dell’ordine, estende le possibilità di fermo e di arresto preventivo, vieta l’uso di caschi e coperture in viso ai cortei. Modificata nel 1977, nel giugno dell’anno successivo viene sottoposta al referendum abrogativo voluto dai radicali, con la vittoria del NO (76,5%). Nel 1989 alcune disposizioni contenute nella legge saranno poi soppresse per effetto dell’entrata in vigore del nuovo Codice di procedura penale.














