«Lo straniero ci ruba il posto?». Il rapporto Censis sull’immigrazione (1978)

Nel novembre 1981 Cgil, Csil e UIl indicono una manifestazione a Roma per sollecitare una soluzione al problema dei lavoratori stranieri in Italia

«Il primo problema dell’immigrazione clandestina in Italia è che nessuno è in grado di dire con esattezza quanti siano i lavoratori stranieri irregolari: vale a dire coloro che, entrati con un visto turistico nel Paese, vi sono rimasti esercitando un’attività senza un regolare contratto o permesso di lavoro. L’unica fonte recente (di tre anni or sono!) è un’indagine del Censis, i cui dati sono sicuramente riduttivi. Il documento faceva oscillare da 290 mila a 400 mila la presenza straniera nel nostro Paese. E l’ampiezza dell’oscillazione era sicura testimonianza di quanto poco precise fossero le cifre riportate». (La Stampa, 19 ottobre 1981)

350 MILA LAVORATORI STRANIERI

Nel 1978, durante un convegno svoltosi a Lussemburgo, il CENSIS fornisce i risultati di una delle prime indagini sulla presenza di lavoratori stranieri attivi in Italia, indicando le 350 mila unità come risultato mediano della stima. Contemporaneamente, nel Paese si registra la presenza di 1,5 milioni di disoccupati, principalmente giovani in cerca del primo lavoro.

Nel novembre del 1981, Cgil, Cisl e Uil indicono una manifestazione a Roma per sollecitare una soluzione al problema dei lavoratori stranieri in Italia. A nome della Federazione sindacale unitaria ne parla Franco Chittolina, durante un convegno nel salone Pastore della Cisl:

«Non si può né si deve tollerare in Italia nessuna discriminazione verso i lavoratori di altri Paesi, ma anche nessun afflusso di immigrati senza le necessarie garanzie, cominciando dal posto di lavoro e dai trattamenti normativi e previdenziali».

Tra le proposte avanzate dai sindacati non manca quella di controllare ed eventualmente reprimere datori di lavoro e agenzie che organizzano l’immigrazione clandestina e utilizzano manodopera straniera in posizione irregolare. Obiettivo dei sindacati è anche quello di regolarizzare con norme transitorie la posizione degli stranieri già presenti in Italia in stato di illegalità e regolamentare con accordi bilaterali l’afflusso, il soggiorno e il rientro dei lavoratori nel propri Paesi.

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