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Finge di essere Roberto Boninsegna per uscire con Raffaella Carrà

Redazione Spazio70

Il sogno diventa realtà... ma durerà molto poco.

Un eclatante scambio di identità per far colpo su una donna irraggiungibile. È questa la storia bizzarra del cameriere ventiseienne Franco Simoncini, una sorta di «Manuel Fantoni ante litteram» che nel 1968 finse di essere un calciatore per conoscere di persona il tormento erotico delle sue notti insonni: una giovane e graziosa attrice di nome Raffaella Maria Roberta Pelloni, in arte Raffaella Carrà. Franco si era innamorato di quella ragazza guardando un film con Frank Sinatra, poi lo spasmo e l’ossessione dopo averla vista un giorno in spiaggia. Doveva conoscerla, con ogni mezzo.

UNA MOSSA SCALTRA ED EFFICACE

Nessuna descrizione della foto disponibile.Per farsi avanti con l’imbroglio sceglie un nome di tutto rispetto, quello di Roberto Boninsegna, centravanti del Cagliari. Sfruttando una vaga somiglianza con il rinomato calciatore, Franco si fa annunciare così al botteghino del teatro Verdi di Firenze dove è in scena la Carrà. La fortuna gli è complice, nessuno tra i dipendenti del Verdi risulta particolarmente interessato al calcio, o almeno non abbastanza da riconoscere visivamente l’impostura. La giovane attrice risponde al telefono dicendo all’usciere di non conoscere Boninsegna, ma il cameriere non si fa trovare impreparato e dice di essere un intimo amico di Gino Stacchini, ex calciatore della Juventus e vecchio amico della sua attrice prediletta. Una mossa scaltra ed efficace che spalanca le porte del camerino.

Ed eccoli lì, faccia a faccia. «Posso avere l’onore di cenare con te?». Questa l’audace proposta del finto calciatore e come in un sogno a occhi aperti si compie l’impossibile. Non è una cena romantica, al tavolo sono seduti anche alcuni colleghi della bella attrice e «Boninsegna» si mostra a proprio agio, parla con scioltezza e decisione del suo lavoro, dello sport, delle trasferte. Appare credibile. Raffaella e il cameriere si rivedranno, in più occasioni. In una di queste è proprio la Carrà a chiedere la compagnia del «calciatore» per un pomeriggio di shopping in centro. «Voglio comprare una borsa da palestra per Gino, mi accompagni? Chi meglio di te mi può consigliare?!».

«L’HO FATTO PERCHÈ LA AMO!»

Tutto sembra filare liscio ma quando l’uomo osa spingersi oltre, il gioco gli si ritorce contro, inesorabilmente. Basta una telefonata. Il cameriere contatta la redazione di un quotidiano fiorentino e annuncia il fidanzamento ufficiale con la Carrà. Una telefonata con l’effetto di una bomba ad orologeria. La Carrà apprende la notizia qualche giorno dopo, vedendo la fotografia di Boninsegna accanto a un articolo di giornale. A quel punto capisce di aver avuto a che fare con un impostore. Il vero centravanti, estraneo alla vicenda e per giunta prossimo al matrimonio, si ritrova costretto a giustificarsi dinnanzi alle ire della sua futura moglie, una ragazza mantovana.

Resosi conto di averla fatta grossa e ricercato dalla polizia per sostituzione di persona, Franco si reca direttamente in Questura, giustificandosi in presenza del proprio avvocato. «In realtà sono solo un cameriere. L’ho fatto perché la amo! Lei è un’attrice famosa mentre io lavoro in un bar. Come avrei potuto fare per conoscerla?».

Mostrandosi afflitto e pentito, il giovane prosegue:

«Quando ho appreso che la Carrà recitava al Teatro Verdi di Firenze con la Compagnia Macario, ho deciso di conoscerla a qualunque costo. Ma non potevo presentarmi come il cameriere Franco Simoncini. Sapevo che Raffaella aveva avuto tempo fa un flirt con Stacchini: forse, mi son detto, i calciatori non le sono indifferenti. E poi gli amici me l’hanno sempre detto che assomiglio a Boninsegna».

Le scuse, tuttavia, non bastano. Si finisce in tribunale. Nel marzo del 1969 Simoncini viene condannato ad una pena di diciassette giorni di reclusione (il pubblico ministero aveva chiesto due mesi). Nonostante tutto, la Carrà non lo ha mai denunciato, apprezzando lusingata lo sprezzo del pericolo da parte di chi rischia la galera pur di incontrare la donna dei propri sogni.