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«Diciamo pene al pene». Panorama intervista Alfredo Cerruti (1979)

Redazione Spazio70

Da «Panorama», 8 maggio 1979

Alfredo Cerruti, napoletano, è il direttore artistico del colosso discografico CGD. I lettori dei periodici specializzati in cronaca mondana lo conoscono per un suo abbastanza movimentato flirt con la cantante Mina Mazzini. Cappelle di Squallor su Amazon Music - Amazon.it

Daniele Pace, Giancarlo Bigazzi e Toto Savio sono tra i più noti parolieri e musicisti della musica leggera italiana tv. Canzoni quasi sempre melodiche, tradizionali, quasi mai audaci. Sono invece proprio loro, guidati da Cerruti, i componenti del gruppo degli Squallor, da otto anni unico rappresentante dell’umorismo pesante cantato in Italia.

Partiti con 38 Luglio, un nonsense surreale, casto, divertentissimo, gli Squallor hanno via via scelto testi, titoli e linguaggio sempre più spinti. Nell’ultimo 33 giri, Cappelle (in copertina c’è il disegno di una donna che morde la cappella di un fungo), una bassa voce con accento napoletano descrive, tra le note di una musica lenta, un rapporto orale, e così via. I termini usati sono quelli in voga nelle caserme o nelle filastrocche goliardiche. Iniziata per scherzo, la vita artistica degli Squallor è adesso un grosso successo commerciale: incuranti delle critiche moralistiche e non, Cerruti e compagni, amici per la pelle nella vita, continuano a sfornare canzoni una più sporca dell’altra.

A tutt’oggi hanno venduto oltre 400 mila dischi a 33 giri, senza spendere una lira per lanciarli e subendo una lunga serie di sequestri e dissequestri. Interrogati da Panorama, rifiutano ogni senso di colpa. Spiega Cerruti:

«Siamo solo più sinceri degli altri, parliamo come parlano ora anche i ragazzini, con gli stessi termini che la gente usa in fabbrica, in ufficio e, certo, anche in caserma. In più facciamo ridere, e molto. Noi stiamo alla canzone tradizionale come il cinema realista di oggi sta a quello sdolcinato di ieri. Solo che nella musica leggera stiamo ancora indietro. Quando un ragazzo fa la corte a una ragazza, è giusto che ascolti le cose romantiche di Battisti o di Julio Iglesias. Ma quando l’ha riaccompagnata a casa, e sta insieme agli amici, non dice mica “Acqua azzurra, acqua chiara”: dice “porco cazzo” e “porca puttana”. Tutto qui. Adesso che il turpiloquio è il linguaggio comune, torneremo all’antico; nel prossimo disco non ci sarà neppure un doppio senso».

IL PEGGIO DEGLI SQUALLOR

Quando pensavo a te nel Massachussets,
tu mi apparivi come una grandissima fica

Io ti volevo vicino a me nel mio letto
Si, tu scendevi, io salivo, sai tu?
Perché io non voglio che tu soffri per me

Sei stata meravigliosa, the wonderful pippa…

…tu a me cosa mi hai dato?
Mi hai attaccato lo scolo
ultimamente non ho detto anche niente
Perché no amici, uar friend,
your friend, my friend, your friend
Ma me l’hai mis’n culo, io non voglio fare così
Io sono your boys
Io friend…ma no strunz

(da L’Americano)

Sì così, piano… piano…
piano, piano, piano che mi fai morire, piano.
Baciami un po’, un po’ qua, va… qua, qua, qua, qua, così.
Metti un po’ di saliva. ‘mma mia…
Fatti più vicino. Sì, così, così, così, così,
coosì, coosì, cooosì…
No, no, no, no così mi fai male.
Sì, così, così, così, così, cooosì, cooosì,
mordila, mordila… mordila.
Sputa, sputa quel pelo lì che…
bella, bella, bella, ahh… ‘mma mia.
E tu mi vuoi far morire, però…
Mamma mia… ahh… ahh…

(da Dannunziata)

Si, si, si, si, ci distinguiamo da tutti
Questa è Radio Pompa, che trasmette su cicli mestruali
Centouno per chi viene da sinistra e centodue per chi viene da destra

(da Pompa)

(Su concessione delle edizioni musicali Sugar)