Una immagine che in rete continua a girare come «la famosa foto del confronto del 1969», sulla quale abbiamo ritenuto opportuno fare un po’ di chiarezza

Pietro Valpreda e il confronto all’americana. La foto sbagliata diffusa da «La Repubblica»
Nel settembre del 2000, sul quotidiano «La Repubblica» compare un articolo dal titolo: «È lui. Così fu riconosciuto “il mostro” Pietro Valpreda – Ritrovata l’incredibile foto del confronto all’americana». L’immagine proposta ai lettori è quella che potete vedere nella colonna accanto: Pietro Valpreda (spettinato e non proprio elegante) in riga assieme a quattro uomini ben vestiti e preparati.
L’articolo afferma che si tratta di una fotografia del controverso confronto avvenuto a Roma il 16 dicembre 1969, quando il tassista Cornelio Rolandi puntò il dito contro l’anarchico esclamando: «L’è lü! L’è lü! Perché se l’è minga lü alura chinscí ‘l gh’è no» (È lui! è lui! Perché se non è lui allora qui non c’è).
UN ESEMPIO DI «FAKE NEWS»
Ciò che salta immediatamente all’occhio è l’assoluta disparità tra l’immagine dei quattro poliziotti in borghese e quella dell’anarchico sospettato di strage. Una condizione di totale svantaggio per l’indiziato e che potrebbe facilmente influenzare un testimone in maniera negativa.
Presentata in tal modo, questa fotografia è finita su libri, riviste, documentari e trasmissioni televisive, anche accanto a nomi di autori illustri. Tuttavia, si tratta in realtà di un clamoroso errore (ciò che oggi qualcuno chiamerebbe «fake news»).
La foto in questione infatti non risale al 1969 e non è stata scattata a Roma. Come potete notare nei punti cerchiati in rosso il pavimento è attraversato da una riga chiara. Quella riga delimita lo spazio di un campo di pallavolo.
I cinque uomini immortalati in fotografia si trovano infatti nella palestra di un istituto minorile di Catanzaro, ossia il luogo in cui fu spostato il processo per la strage di Piazza Fontana.
«LA FAMOSA FOTO DEL CONFRONTO DEL 1969»
Tale scatto è stato realizzato nel 1974 al cospetto dei giudici della corte d’assise durante una simulazione del confronto del 1969. Gli abiti indossati da Valpreda cinque anni prima erano diversi. La foto Ansa nel riquadro a destra mostra come era vestito Valpreda il giorno del riconoscimento.
Del resto è lo stesso ballerino anarchico a raccontarlo:
«Avevo il mio cappotto, e sotto avevo una camicia che due giorni prima era bianca e una cravatta verde scuro».
A questo punto ci sentiamo in dovere di fare due importanti precisazioni:
1) La stampa è fatta di esseri umani che, come tali, possono incappare in qualche errore. Capita a tutti e non è nostra intenzione demonizzare il lavoro altrui.
2) A prescindere da tutto ciò, la condizione di Valpreda durante il riconoscimento del 1969 fu sicuramente svantaggiosa. In primo luogo perché al tassista era stata già mostrata una fotografia del sospettato (procedura scorretta), inoltre l’anarchico aveva trascorso più di ventiquattro ore da sveglio e anche se indossava cappotto e cravatta e pur non essendo spettinato come nella foto di Catanzaro, era comunque molto stanco, visibilmente provato, impaurito e con gli stessi abiti del giorno precedente.
Tuttavia, considerando che nel 2019 tale immagine continua a girare in rete come «la famosa foto del confronto del 1969» abbiamo ritenuto opportuno fare un po’ di chiarezza.















