Riportiamo la lettera di una militante del movimento pubblicata sul quotidiano «Lotta continua» nel maggio 1977

Un colpo di fulmine tra gli spari della Celere
«Roma, 13 maggio 1977. Chiedo a voi di Lotta Continua di pubblicare questa lettera perché spero di riuscire, così, a rintracciare un compagno che era con me ieri a piazza Navona e che poi ho perso di vista perché la celere sparava a più non posso. Grazie.
A Silvio
Mi piacerebbe rincontrarti, magari in qualche altra manifestazione. Mi piacerebbe sapere cosa ti è successo quando ci siamo persi di vista per colpa della celere che ci aveva bloccato l’uscita. Io dopo mi sono presa una manganellata in testa da un celerino che picchiava come un matto.
Ho visto tanta gente che scappava. Ho visto tanto sangue e ho pianto, ho pianto un po’ per i lacrimogeni che scoppiavano da ogni parte, un po’ perché non potevo far niente: né andare avanti, né andare indietro. Ho pianto perché ero rimasta sola ed era la prima volta che mi trovavo in mezzo ai casini. Ho pianto per tutti quei compagni che correvano feriti o che erano a terra, ho pianto perché non potevo far niente per loro e un po’ ho pianto anche perché per quel gran fijo de na… di Cossiga ho perso un amico molto simpatico.
Con i codini e il maglione sulle spalle ero andata a piazza Navona per festeggiare una grande vittoria, per stare in mezzo ai compagni, e divertirmi e invece la polizia mi ha rovinato la giornata (e porca miseria non avevo nemmeno le scarpe da ginnastica).
Oggi a scuola si è parlato degli scontri di ieri. Eravamo pochi però al collettivo politico. Al V liceo artistico non c’è mai una grande partecipazione a queste cose, molti se ne fregano.
Ho parlato di cose che in fondo non c’entravano niente col discorso iniziale, ma almeno mi sono sfogata: ed ora tornando a noi (che non c’entra niente) vorrei fare una specie di appello a te, Silvio, che ho conosciuto sul 64.
Se per caso sei a Roma, vienimi a trovare a scuola: alle 11,50 c’è la “libera uscita” oppure alle 13,45 (l’indirizzo è “Via Lungro 1 – Quarto Miglio”).
Un “Grazie” a Lotta Continua. Ciao».














