L’elezione di Enrico Berlinguer alla segreteria del Pci

Due mesi più tardi le elezioni politiche vedranno la sua rielezione a deputato con 230 mila preferenze

Al XII Congresso del Pci, svoltosi nel febbraio 1969 a Bologna, a causa dell’invalidità del sessantottenne Longo, si pone il problema di affiancare al vecchio leader un vicesegretario capace di subentrargli gradualmente nella guida del partito. La scelta cade su Berlinguer e Giorgio Napolitano, ma la larga maggioranza del gruppo dirigente del partito finisce per preferire il primo. All’inizio di giugno Berlinguer va a Mosca come delegato alla Conferenza internazionale dei partiti comunisti. I lavori vengono aperti il giorno 5 dal discorso di Brežnev, con Berlinguer che interviene l’11 giugno. In quell’occasione il vicesegretario del PCI tiene un duro discorso nel quale afferma, tra l’altro, che è da respingere il concetto secondo il quale «possa esservi un modello di società socialista unico e valido per tutte le situazioni».

«In verità le stesse leggi generali di sviluppo della società», dice Berlinguer, «non esistono mai allo stato puro, ma sempre e solo in realtà particolari, storicamente determinate e irripetibili. Contrapporre questi due aspetti è schematico e scolastico e significa negare la sostanza stessa del marxismo».

Lunedì 13 marzo 1972 al Palalido di Milano si apre il XIII Congresso del Pci: al termine dello stesso, Berlinguer viene eletto segretario nazionale del partito. Due mesi più tardi le elezioni politiche vedranno la sua rielezione a deputato con 230 mila preferenze.

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