logo Spazio70

Benvenuto sul nuovo sito di Spazio 70

Qui potrai trovare una vasta rassegna di materiali aventi ad oggetto uno dei periodi più interessanti della recente storia repubblicana, quello compreso tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta del secolo scorso.
Il sito comprende sei aree tematiche e ben ventidue sottocategorie con centinaia di pezzi su anni di piombo, strategia della tensione, vicende e personaggi più o meno misconosciuti di un’epoca soltanto apparentemente lontana. Per rinfrescare la memoria di chi c’era e far capire a chi era troppo giovane o non era ancora nato.
Buona lettura e non dimenticare di iscriverti sulla «newsletter» posta alla base del sito. Lasciando un tuo recapito mail avrai la possibilità di essere costantemente informato sulle novità di questo sito e i progetti editoriali di Spazio 70.

Buona Navigazione!

New York, 1970. La storia di Ralph De Jesus, il bambino eroinomane

Redazione Spazio70

«I miei amici? Usavano la droga, volevo essere come loro»

New York, Febbraio 1970. Sui teleschermi degli americani compaiono le immagini di un bambino magro, con un maglioncino rosso e gli occhi spalancati. Siede sulle ginocchia di una dottoressa: ha solo dodici anni, ma a guardarlo bene sembrerebbe di trovarsi di fronte a un piccolo delle primissime classi elementari. Il suo nome è Ralph De Jesus e la sua è la prima, scioccante, testimonianza televisiva sulla diffusione della droga tra i minori in America. Non si tratta di una intervista: Ralph ha infatti di fronte una vera e propria commissione, formata da politici ed esperti, intenzionata a capire cosa stia succedendo nelle strade di New York.

«Ho cominciato a fare uso della siringa», dice di fronte agli allibiti commissari, «a iniettarmi l’eroina in vena circa dieci mesi fa. Nessuno mi ha forzato». La «colpa», se così si può chiamare, è soltanto del cattivo esempio, della voglia di emulazione, che porta Ralph a un primo ricovero, in un istituto per la riabilitazione dei drogati, alla tenerissima età di dieci anni.

«LA DROGA? È UNO DEI PROBLEMI PIÙ GRANDI CHE DOVREMO AFFRONTARE IN FUTURO»

Nelle strade del Bronx l’uso della droga anche da parte dei più piccoli è un fenomeno scabroso, ma ricorrente. I dati diffusi dai media americani nei primi mesi del 1970 – sulle morti per abuso di stupefacenti, in particolar modo eroina – danno conto di una emergenza dai contorni ancora non ben definiti. Si parla di 106 morti per eroina nella sola New York, di cui 35 minori: «Sono circa tre morti al giorno», scrivono con preoccupazione i cronisti del New York Times espressione di una grande stampa americana che non sottovaluta minimamente un tema come quello dell’eroina tra i minori.

Time, per esempio, riassume molto efficacemente il problema con una copertina nella quale vengono associati il volto di un adolescente e una siringa, riproducendo un senso di angoscia ormai condiviso da centinaia di migliaia di genitori americani. Anche il mondo politico è in allarme: se il sindaco Lindsay definisce quello della droga «uno dei problemi più grandi» che nel futuro dovrà affrontare la metropoli americana, il governatore dello Stato – Nelson Rockfeller – annuncia di avere nel cassetto un piano per una «guerra totale» all’uso dell’eroina tra i ragazzi di età inferiore ai 16 anni. E c’è da credergli, considerando anche la crescita esponenziale dei reati «connessi», dal furto fino all’omicidio.

«IL BUCO NON È PIÙ SOLO IL FLAGELLO DI CRIMINALI, DERELITTI E DEPRAVATI»

Ralph De Jesus, con il candore della sua piccola età, ammette dal canto suo di aver fatto di tutto per procurarsi l’eroina. «Molti miei amici», dice, «usavano la droga e io volevo essere come loro». Il bambino ammette anche di aver commesso dei furti, senza contare le persone assalite a scopo di rapina con la collaborazione di un altro ragazzino armato.

Le statistiche diffuse dalle autorità creano sgomento. Considerando soltanto lo Stato di New York, tra il 1950 e il 1954, i morti per eroina risultano essere 465. Tra il 1955 e il 1959 il numero sale a 611; 1299 tra il 1960 e il 1964; 2934 tra il 1965 e il 1969. Ancora più inquietanti, se possibile, i dati sui minori: 224 morti nel 1969 – di cui 20 tra i 12 e i 15 anni – e più di 40 nei primi mesi del 1970. Se un chilo di morfina grezza, in Turchia, all’inizio del 1970, vale 350 dollari, la trasformazione in eroina fa balzare il valore a 3500. A New York quello stesso chilo, prima di essere «tagliato» per lo spaccio al minuto, vale già 18 mila dollari.

La piaga dell’eroina, ricorda Time, «agguanta ragazzi di ogni luogo e di ogni età, dai ghetti cittadini ai sobborghi eleganti: il buco, considerato un tempo il flagello dei criminali, dei derelitti, dei depravati, aggredisce ora i nostri bambini». D’altronde, come osservato da Larry Alan Bear, capo del dipartimento intossicati di New York, «gli adolescenti non sono ciechi: i loro genitori bevono e fumano, provano la marijuana, ingoiano pillole di ogni genere».

«TRA POCHE SETTIMANE SARAI DI NUOVO CON LA SIRINGA IN PUGNO, RALPHIE»

«Quando avevo 12 anni», racconta Sheera, una giovanissima di buona famiglia, «cominciai a prendere pillole e marijuana. Poi feci un lungo viaggio all’estero e quando tornai trovai che tutti i miei amici usavano l’eroina. La presi anche io, in dosi crescenti. Non so proprio se i miei amici mi avrebbero accettato tra loro se mi fossi rifiutata. Non credo e in ogni caso io volevo essere come loro. Erano stanchi di tutto: si distraevano con le droghe, i genitori non dicevano nulla».

«Ralphie, ti piacerebbe morire?», chiedono i membri della commissione newyorkese che indaga sul fenomeno. «No, non credo», risponde serafico il bambino. «E allora perché vuoi tornare a casa, lasciare l’istituto dove adesso ti stanno curando?». «Perché lo voglio», è la risposta del piccolo. E da allora, infatti, Ralph De Jesus, il «bambino eroinomane», ha lasciato l’istituto. Non potendo essere trattenuto contro la sua volontà è tornato nel Bronx nonostante l’avvertimento di un altro giovane, un ex drogato sedicenne, che durante i lavori della commissione aveva provato a dissuadere il bambino dal ripercorrere la vecchia strada: «Tra poche settimane, Ralphie, sarai di nuovo con la siringa in pugno», queste erano state le sue parole, «e finirai presto in galera o sotto terra. Ricordati: i venditori di eroina non scompariranno, ma saranno lì ad attenderti. All’angolo della scuola, tra gli alberi del parco o tra le mura di qualche casamento abbandonato».