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Il nuovo biglietto da 100 mila lire (novembre 1978)

Redazione Spazio70

di Bruno Ghibaudi (La Stampa, 18 novembre 1978)

Le precedenti banconote da 100 mila lire, dette «Manzoni», emesse tra il 1967 e il 1979

«Da lunedì entreranno in circolazione le nuove banconote da 100 mila lire. Alla Banca d’Italia ne sono già pronti 10 milioni di esemplari, pari a mille miliardi di lire. Altri 5 milioni di banconote verranno distribuite entro l’anno. Per le sue caratteristiche di formato e di colorazione la nuova banconota è abbastanza simile a quelle da 10 mila e da 50 mila che l’hanno preceduta nei mesi scorsi. L’altezza (70 millimetri) è infatti identica, mentre la lunghezza, 156 millimetri, è inferiore di 7 millimetri a quella da 50 mila e di altri 7 millimetri a quella da 10 mila. Sul recto, contornata da fondini geometrici, appare l’immagine della testa di una delle tre Grazie raffigurate dal Botticelli nel suo celebre quadro La primavera. La stessa immagine è visibile in trasparenza sul lato opposto, nel grande riquadro bianco destinato alla filigrana. Il verso del biglietto è occupato per circa la metà da una sintesi grafica di elementi architettonici, opportunamente stilizzati e appartenenti ad epoche diverse comprese fra il periodo classico e il secolo XIV, e per il resto dalla filigrana. Come le altre due banconote da 10 mila e da 50 mila, anche quest’ultima mira ad impedire la falsificazione. Per quanto si è saputo dalle statistiche ufficiali, negli ultimi due anni in Italia sono circolate banconote false per almeno due miliardi di lire. Gli accorgimenti per impedire la contraffazione sono più d’uno e derivano tutti dalla tecnica grafica più avanzata. La carta è, per esempio, ottenuta da fibre di cotone vergine, trattate con procedimenti speciali per dare un impasto lievemente colorato. Ad esse sono miscelate fibrille di sostanze particolari, che diventano luminescenti quando sono esposte alla luce di una lampada a raggi ultravioletti.

QUATTRO ANNI PRIMA CHE APPAIANO LE PRIME BANCONOTE FALSE

Per la stampa si ricorre alla calcografia, un procedimento sofisticato e complesso che consente di realizzare immagini di estrema precisione e nitidezza. Con questa tecnica di stampa l’inchiostro non viene trasferito dalla matrice alla carta mediante pressione diretta (come negli altri procedimenti tradizionali) ma per assorbimento. In tal modo si possono ottenere linee sottilissime e ben separate anche quando l’intervallo fra l’una e l’altra è ridottissimo. L’inchiostro diventa inoltre percettibile al tatto. Si tratta di caratteristiche inimitabili dai falsari e la cui assenza viene immediatamente percepita dall’occhio e dai polpastrelli.

I colori sono inoltre “tagliati”, ossia accostati l’uno all’altro, senza soluzione di continuità, in tal modo le linee cambiano colore nel loro sviluppo senza la minima interruzione. Con altri sistemi di stampa una continuità di linee cosi perfetta è praticamente irraggiungibile. Altra difesa contro i falsari è il filo di sicurezza, un sottile filo di materiale plastico che attraversa il biglietto in senso longitudinale. Il filo viene annegato nella carta al momento della sua preparazione. Ben visibile in trasparenza, il filo è percepibile anche al tatto.

Secondo gli esperti della Banca d’Italia, anche questa caratteristica non può essere imitata con identici risultati e un cittadino attento può accorgersene con facilità.

Un elemento per accertare l’autenticità della nuova banconota è un riferimento recto-verso che la Banca d’Italia ha introdotto per la prima volta: quasi al centro del biglietto compare un disegno geometrico a righe bianche su fondo verde, racchiuso in un cerchio di circa 2 centimetri di diametro. Grazie alla particolare tecnica di stampa, il disegno è ripetuto sull’altra facciata esattamente nella stessa posizione. Quando la banconota viene osservata in controluce, le due immagini risultano perfettamente sovrapposte. Con le tecniche ordinarie di stampa le due immagini non potrebbero mai corrispondere con la stessa precisione di posizionamento e basterebbe osservare in controluce e in questa zona una banconota falsa per scoprire immediatamente lo sdoppiamento delle immagini o le intersezioni dei tratti.

Di solito ci vogliono mediamente quattro anni dall’uscita di una banconota nuova prima che incomincino ad apparire quelle false. Da che mondo è mondo per i falsari più esperti l’impossibile è sempre stato soltanto una difficoltà temporanea. Anche per questa banconota bisogna dunque aspettarsi le contraffazioni».