
La satira de «Il Male» sulla tirata d’orecchie a Fanfani
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Lo slogan Dc «C’è chi dà la vita per la tua libertà» diventa «C’è chi dà le orecchie per la tua libertà»
«Sono stato in prigione, ma non ho abbandonato l’idea di lottare dentro il partito perché la DC realizzi compiutamente il suo programma sociale. Passate le elezioni europee, intraprenderò un giro nelle maggiori città italiane per tenere conferenze e cercare solidarietà politica». A parlare, nel giugno del 1979, è Angelo Gallo, sessantacinquenne calabrese e «facinoroso» militante democristiano, divenuto noto per una veemente tirata d’orecchie (durata quasi un minuto) ai danni di Amintore Fanfani in occasione del primo anniversario della morte di Aldo Moro. Un gesto simbolico che per Gallo è ammantato da un preciso significato politico: una punizione (come per gli scolaretti indisciplinati) a seguito delle mancate politiche sociali del partito. L’agguato ha avuto luogo nella chiesa di Piazza del Gesù a Roma, dinnanzi a decine di fotografi. Solo l’intervento di due agenti in borghese è riuscito a liberare le orecchie del presidente del Senato e ad assicurare l’esagitato contestatore alla giustizia. Un’occasione così ghiotta non poteva essere ignorata dalla redazione de «Il Male», la rivista politico-satirica di Pino Zac e Vincino (oggi famosa principalmente per «Tognazzi a capo delle BR») che ha realizzato il manifesto (lo potete vedere a destra) che fa da risposta alla propaganda DC «C’è chi dà la vita per la tua libertà».
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