
«Sukia», il fumetto porno-horror con le sembianze di Ornella Muti
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Le vicende di «Sukia» si svolgono sullo sfondo di contesti macabri e raccapriccianti. Elementi tipici dell’horror classico si fondono con le atmosfere torbide e morbose che caratterizzano gli ambienti dei pornomani e degli erotomani
Parlando di sale da barbiere non è possibile non pensare a «SUKIA», fumetto horror/erotico politicamente scorretto ideato da Nicola Del Principe nella seconda metà degli anni Settanta, per lunghi anni presente tra le poltroncine d’attesa di numerosi barbieri italiani. Edita dalla Edifumetto a partire dal 1977 la serie sconfina presto nel porno esplicito pur mantenendo costante l’estetica «splatter» che la caratterizza fin dai primi numeri. La storia narra le gesta della figlia del conte Dracul, tale Sukia Dragomic, una vampira bisessuale di origine moldava che vive a New York assieme al suo fedelissimo maggiordomo omosessuale di nome Gary.
DAL GROTTESCO ALL’HORROR FINO AD ARRIVARE AL PORNO SPINTO
Le vicende si svolgono sullo sfondo di contesti macabri e raccapriccianti. Elementi tipici dell’horror classico si fondono con le atmosfere torbide e morbose che caratterizzano gli ambienti dei pornomani e degli erotomani. Mostri, vampiri, lupi mannari, morti viventi e presenze demoniache sono spesso caratterizzati da elementi parafiliaci e impulsi erotici maniacali. Si può dunque assistere a situazioni grottesche come il mostro di Frankenstein alle prese con una bambola gonfiabile o a titoli bizzarri come «Incontri ravvicinati del terzo sesso», «Chi ha paura del culo mannaro», «La cappella all’arsenico» o «Un cadavere per fidanzato». Oltre ai titoli grotteschi e irriverenti contribuiscono ad incrementare le vendite dell’albo anche le copertine a colori. Su di esse Sukia ha infatti le sembianze di Ornella Muti, strategia di mercato che si rivela estremamente efficace. Autore dei dipinti in copertina è un affermato artista e illustratore di nome Emanuele Taglietti. Ferrarese, figlio d’arte, classe 1943, il maestro Taglietti ha lavorato nel mondo del cinema in qualità di scenografo con personalità del calibro di Federico Fellini, Marco Ferreri, Dino Risi, Ettore Scola e tanti altri. Nel 1976, assieme a suo padre, Taglietti è autore degli inquietanti dipinti del film «La casa dalle finestre che ridono», elementi che contribuiscono notevolmente a creare le atmosfere enigmatiche e orrorifiche della nota pellicola di Pupi Avati. Nel mondo del fumetto ha realizzato le copertine di numerosi albi di genere erotico, come «Zora la vampira», «La poliziotta», «Ulula», «Cimiteria», «Mafia» e tantissimi altri.
La serie completa di Sukia conta 153 numeri ed è stata pubblicata fino al 1986.
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