La seconda ondata di militanti di estrema destra dopo lo scioglimento di Ordine nuovo

Il neofascismo nella seconda metà degli anni Settanta. Lo spontaneismo armato
Autore:
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Luigi Ciavardini -
Alessandro Alibrandi -
Franco Anselmi -
Otto giugno 1982. L’autoradio del commissariato Villa Glori, di Roma, con a bordo gli agenti della Polizia di Stato Giuseppe Carretta e Franco Sammarco entrambi di 28 anni, procede al normale giro di controllo del territorio. In via Dorando Pietri, nel quartiere Flaminio, gli agenti notano una macchina con tre persone a bordo e decidono di effettuare un controllo. Si tratta di terroristi dei Nuclei Armati Rivoluzionari che, sotto la minaccia delle armi, riescono a sopraffare i poliziotti
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Il militante neofascista Alessandro Alibrandi, detto «Alì Babà» (1960 – 1981), figlio del noto magistrato Antonio Alibrandi -
«Ci hanno sparato come cani. Sulla macchina sono stati trovati centoquarantacinque colpi. A me m’hanno colpito in faccia! Io stavo seduto dietro a questa Renault, non è che m’hanno detto: “scendi dalla macchina”. Ci hanno sparato e basta. Io non mi sono costituito nemmeno parte civile contro gli agenti della Digos che hanno sparato perché erano altri tempi. Ho dato legittimità a questa cosa. Per me è una ferita di guerra».
(Massimo Carminati durante una delle deposizioni al processo di Mafia Capitale) -
Franco Anselmi colpito a morte a seguito della rapina compiuta ai danni dell’armeria romana “Omnia sport”
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Roma, via Decio Mure, zona «Quadraro». Sormontato da un’inferriata bianca, un muretto separa il marciapiede dal cortile dell’appartamento al pian terreno di un immobile. Sul vecchio intonaco rossastro troneggia una scritta murale realizzata con vernice spray di colore nero. Leggiamo «ONORE AL DRAKE». Accanto alla frase, una piccola croce celtica è circondata da quattro lettere: V, A, L, E -
Un’altra immagine della Ritmo di Straullu e Di Roma -
Il divano letto in cui è morto Giorgio Vale
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L’assalto NAR a Radio città futura: rilievi da parte degli inquirenti -
Roma, 7 marzo 1979. Ore 22:30. Una voce femminile legge una rivendicazione telefonica all’agenzia Ansa dopo che un «commando» composto da giovani ragazze vicine all’area dei NAR ha compiuto tre attentati dimostrativi alla vigilia della festa della donna. Il gruppo si è scagliato contro tre diversi obiettivi: il cinema teatro Jovinelli, bersagliato a colpi di bottiglie molotov, una sede dell’UDI (Unione Donne Italiane) sul cui davanzale è stata posizionata una latta di benzina da sei litri collegata ad una miccia, ed un centro estetico preso di mira con bottiglie incendiarie -
Maurizio Arnesano, 20 anni, poliziotto. Medaglia d’oro al merito civile. In data 6 febbraio 1980 sta prestando servizio di vigilanza presso l’Ambasciata del Libano in via Settembrini a Roma quando viene avvicinato da due militanti dei NAR interessati al suo mitra Beretta M-12
Spazio70 https://spazio70.com/media/archivio-fotografico/il-neofascismo-dopo-acca-larentia-lo-spontaneismo-armato/
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