L’atteggiamento dei partiti di governo e del Pci. Le elezioni politiche del maggio 1968. Il ruolo dei neofascisti

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2 maggio 1968: prima pagina de «L’Unità» -
23 maggio 1968. Un’immensa folla di giovani amanti del Rock assiste alla performance di Jimi Hendrix al Piper di Milano -
Roma, 24 e 25 maggio 1968. Al Teatro Brancaccio di via Merulana, Jimi Hendrix si esibisce in ben quattro concerti (due al pomeriggio e due la sera). Tra gli artisti di spalla c’è anche il balletto di Franco Estill con un giovanissimo Renato Zero. Dopo le esibizioni, il chitarrista americano viene accompagnato con la Fiat 500 di Alberto Marozzi presso il «Titan Club» per proseguire la serata fino all’alba
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Le serate milanesi del chitarrista americano riassunte in una nostra infografica -
Il 12 aprile 1968, a Milano, la sede del Corriere della Sera viene presa di mira da un gruppo di giovani che poi finisce per scontrarsi con la polizia, subito accorsa. Alcuni giorni dopo, Eugenio Scalfari prende posizione su L’Espresso: «Questi giovani insegnano qualcosa anche in termini operativi. L’assedio alle tipografie per bloccare l’uscita dei giornali è un mezzo nuovo di lotta molto più sofisticato ed efficace delle barricate ottocentesche o degli scioperi generali. Ad un sistema “raffinato” si risponde con rappresaglie “raffinate”. L’esempio è contagioso. Venerdì sera a Milano un corteo di studenti in marcia per dimostrare sotto il consolato tedesco si fermò a lungo e tumultuando sotto il palazzo del Corriere della Sera. Può essere un ammonimento per tutte quelle grandi catene giornalistiche abituate ormai da lunghissimo tempo a nascondere le informazioni e a manipolare l’opinione pubblica. Ammesso che sia mai esistita, la società ad una dimensione sta dunque facendo naufragio. Chi ama la libertà ricca e piena non può che rallegrarsene e trarne felici presagi per l’avvenire» -
«La concezione di vita in cui credono i giovani del Msi è:
– spirituale, perché afferma la priorità dello spirito sulla materia;
– aristocratica, perché pone la qualità al di sopra della quantità e le virtù delle élite al di sopra della forza bruta del numero;
– gerarchica, perché respinge il livellamento democratico ed egualitario e afferma la disuguaglianza irrinunciabile, feconda e benefica degli uomini che non si possono livellare attraverso un fatto meccanico ed estrinseco com’è il suffragio universale;
– guerriera, perché esalta l’eroismo e prepara l’uomo ad affrontare con coraggio, dignità e senso dell’onore qualsiasi pericolo o avversità;
– religiosa, perché crede nella trascendenza, esalta la fede e la santità ed esorta l’uomo a essere e a superare se stesso per avvicinarsi e comunicare col supremo Principio di tutte le cose;
– sacrificale, perché afferma la supremazia del senso del sacrificio e del dovere sugli istinti egoistici e la frenesia dei diritti;
– universale, perché non arretra di fronte a nessuno dei problemi umani, ma investe e giudica tutti gli aspetti della realtà»
(Mozione del primo convegno provinciale della Giovane Italia di Napoli, 1968)
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«Le basi materiali dell’esplosione della protesta nelle università italiane devono essere rintracciate nelle riforme scolastiche degli anni Sessanta. Con l’introduzione della scuola media dell’obbligo – estesa fino ai 14 anni nel 1962 – per la prima volta si era creato un sistema d’istruzione di massa oltre la scuola primaria. Esso mostrava gravi lacune, ma aprì nuovi orizzonti a migliaia di ragazzi dei ceti medi e della classe operaia. Molti di loro decisero di continuare gli studi fino all’università» -
«Ad aiutarli in queste patologiche necessità c’è, tra di loro, il dottor Timothy Leary – considerato il “sacerdote” dell’L.S.D. – un professore (ma ora è stato messo alla porta) di psicologia ad Harvard: che, adesso, ha avuto la bella idea di creare per gli Hippies, a New York, un nuovo paradiso terrestre, la “Lega per la scoperta spirituale”. E’ un vero centro – col suo bravo tempietto buddista e le sue entusiasmanti pitture murali psichedeliche – dove questi cari giovani dalle ingenue collane possono, nel più idilliaco dei modi, venire a drogarsi in santa pace.»
da “La Stampa” del 20 Gennaio 1968 -
Copertina del settimanale «Lo Specchio» sui fatti di Valle Giulia: 10 marzo 1968
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Nel biennio 1968-1969 cinque quotidiani cambiano direttore. Al Corriere della Sera Giovanni Spadolini prende il posto di Alfio Russo, alla Stampa Alberto Ronchey sostituisce dopo una direzione ultraventennale Giulio De Benedetti, Piero Ottone va a Genova a dirigere il Secolo XIX mentre Alberto Cavallari ottiene la poltrona del quotidiano veneziano il Gazzettino. Domenico Bartoli, infine, succede a Spadolini nella direzione del bolognese Resto del Carlino. Il mondo dei grandi media cerca, insomma, con un rimescolamento un po’ tardivo delle carte, di mettersi al passo con i grandi cambiamenti in atto nella società italiana degli anni Sessanta. Se la contestazione, da parte dei giovani, inizia a manifestarsi palesemente a partire dal 1967, prima di tutto nelle università, il centrosinistra appare, nonostante i limiti, una formula governativa capace di assicurare un quadro istituzionale più aperto dei precedenti al dibattito e alla sperimentazione politica e culturale -
Il controverso circolo anarchico «22 marzo» -
1 maggio 1968: la «Battaglia di Valle Giulia»
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