Un vero e proprio «prodigio della tecnologia», secondo i presenti al ventiduesimo convegno MIFED

Milano, 13 ottobre 1970. Per la prima volta in Italia viene presentato in anteprima uno strumento innovativo e rivoluzionario in ambito audiovisivo: la «videocassetta», un nastro che consente di «catturare», mediante l’impiego di un apparecchio elettronico collegato al televisore, sia l’audio che il video degli spettacoli trasmessi in TV, in tal modo i programmi possono essere rivisti in qualsiasi momento. Un vero e proprio «prodigio della tecnologia», secondo i presenti al ventiduesimo convegno MIFED. Ma non è tutto: le videocassette consentiranno a ogni famiglia di avere il cinema in casa propria, poiché in futuro entreranno in commercio i nastri contenenti i film trasmessi nelle sale e tanto altro ancora.
UN SISTEMA DI VIDEOCASSETTE A COLORI GIAPPONESE
Tra le pagine del quotidiano «Il Corriere della sera» del 14 ottobre 1970 leggiamo:
«C’è chi prevede che le videocassette possano rappresentare i settimanali illustrati del futuro che potranno essere acquistati dal giornalaio oppure anche prelevati gratuitamente una volta che si trovi il mezzo pubblicitario di supporto. Altri vanno addirittura più avanti e immaginano possibili concorrenze alla televisione di Stato con l’invio giornaliero di videocassette contenenti registrazioni obiettive e complete. Certo è che con le videocassette si apre per l’informazione e per l’educazione di massa una nuova era, densissima di prospettive e di possibilità. Intanto, ieri, a dimostrazione di quanto le videocassette siano di facilissimo approccio, una delle principali industrie elettroniche giapponesi ha presentato alla stampa e al pubblico in un albergo cittadino, il suo sistema di videocassette a colori. Si tratta di cassettine che hanno le dimensioni di tre pacchetti di sigarette messi insieme, contenenti un nastro magnetico la cui registrazione a colori con riproduzione musicale stereofonica, consente uno spettacolo di un’ora. Per vedere quanto contiene il nastro magnetico basta applicare la cassetta ad un dispositivo collegato con una spina a un comune televisore. L’apparecchietto per la riproduzione delle immagini fissate sul nastro ha le dimensioni di un giradischi portatile. Il sistema che abbiamo visto in funzione è il cosiddetto NTSC chiamato Sony colour video-cassette system, che può essere impiegato con qualunque tipo di televisore».
«E I VIDEOREGISTRATORI? SONO GIÀ SUL MERCATO»
Da «La Stampa» di martedì 3 novembre 1970:
«È necessario però munirsi (ed è non trascurabile spesa) di un “ripetitore” o “lettore” (teleplayer) che faccia da tramite fra la videocartuccia e il televisore. Non è esclusa la possibilità, per certi sistemi, di registrare in casa uno spettacolo televisivo circolare o anche scene familiari, per una successiva visione (i videoregistratori sono già sul mercato). La novità è presentata con una certa enfasi. Abbiamo sentito parlare di una “rivoluzione delle videocassette”, di un nuovo “supporto per il pensiero umano”, così come abbiamo letto da un’altra parte di un “ciclone tecnologico”, dell’ “esplosione dell’informazione”, del “mass medium” del futuro. Noi non sappiamo se questa attesa avrà un’adeguata risposta nel pubblico, già sottoposto a molti richiami, troppi forse; né sappiamo se questo nuovo mezzo si affiancherà pacifico ad altri preesistenti, o ne soppianterà o metterà in difficoltà qualcheduno».













